Stallman all’Espresso: Internet non è più libera

In una intervista rilasciata all’Espresso, raccolta da Sabina Mainardi  ( link: http://espresso.repubblica.it/dettaglio/internet-non-e-piu-libera/2127522&ref=hpsp ) RMS parla a proposito di internet e della sua “limitata libertà”.

Qui un pezzo dell’intervista:

Stallman, a proposito di libertà: ce la farà Internet a preservare la sua?
“Il futuro dipende da ciascuno di noi. Internet continuerà a crescere. Ma cresce anche un’ondata contro la libertà. Bisognerà vedere come Russia, Cina, India e Stati Uniti affronteranno i diritti umani: Obama non ha fatto granché per sostenerli”.

Dunque, lei è pessimista?
“Lo sono per natura. Ma continuo ad avere anche molta passione. Vedo che sempre più paesi praticano la censura. E che crescono le restrizioni anche laddove ci aspetteremmo confini di libertà più estesi di quelli cinesi: la Danimarca, l’Australia…”.

C’è chi sostiene che il web 2.0 stia mutando la natura della Rete, determinando un grave appiattimento. Lei che ne pensa?
“Qual è la natura di Internet? Ci sono una miriade di siti in cui le persone possono trovare ciò che vogliono. Mi sembra un tema inesistente. E non so realmente cosa significhi web 2.0. Parliamo di Wikipedia? La uso e ho anche dato il mio contributo. Ma non ho altro da aggiungere”.

Eppure il dibattito c’è. Jaron Lanier, tra i pionieri di Internet, dice che il web 2.0 sta distruggendo la creatività…
“Lanier? Non lo ammiro molto. Mi sembra una questione posta da chi vuole trarre vantaggi economici dalla Rete”.

Parliamo anche di social network…
“Non ne ho mai visto uno”.

Mai visto Facebook?
“Non ho tempo, navigo poco. Preferisco leggere. Ho letto di Facebook”.

Quindi un’opinione se l’è fatta…
“Certo, e ben precisa. Facebook ha dato uno scossone enorme alla privacy: io pubblico delle cose che penso saranno viste solo dai miei amici, che invece possono essere viste anche dagli amici degli amici, e poi dagli amici degli amici degli amici. Bisogna avere la consapevolezza che si stanno rendendo le proprie informazioni pubbliche”.

Vede insidie anche in Twitter?
“Sì. È difficile esprimere un contenuto in poche parole, e quello che noi scriviamo con leggerezza può essere frainteso e creare problemi. Alcuni sono finiti nei guai usandolo: mandavano messaggi agli amici, la polizia ha pensato che fossero minacce”.

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