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	<title>fsugitalia &#187; interoperabilità</title>
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	<description>Free Software User Group Italia</description>
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		<title>FSFE: European Interoperability Framework</title>
		<link>http://www.fsugitalia.org/wp/2009/11/fsfe-european-interoperability-framework/</link>
		<comments>http://www.fsugitalia.org/wp/2009/11/fsfe-european-interoperability-framework/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 09:09:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>axj</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[europa]]></category>
		<category><![CDATA[framework]]></category>
		<category><![CDATA[fsfe]]></category>
		<category><![CDATA[interoperabilità]]></category>
		<category><![CDATA[Karsten Gerloff]]></category>

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		<description><![CDATA[Si riporta qui il comunicato di Karsten Gerloff, in merito all'European Interoperability Framework]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci teniamo a ripubblicare anche per gli utenti FSUGitalia questa importante comunicazione, indirizzata in particolar modo al CNIPA, proveniente direttamente dal presidente della Free Software Foundation Europe, Karsten Gerloff. Data la chiarezza della lettera (qui tradotta in Italiano), non ci è sembrato opportuno stare troppo a chiosare sui contenuti e far parlare la lettera stessa.</p>
<blockquote><p>Sin dal 2004, l&#8217;European Interoperability Framework (EIF) è servito a<br />
guidare gli Stati Membri dell&#8217;Unione Europea a costruire i propri servizi<br />
di eGovernment in modo da renderli in grado di cooperare tra di loro.<br />
In questa prima versione, l&#8217;EIF è stato un importante facilitatore per<br />
lo sviluppo di servizi eGovernment pan-Europei per cittadini ed imprese.<br />
<span id="more-670"></span><br />
Questo valido strumento è ora in pericolo. La bozza della seconda<br />
versione dell&#8217;EIF, che è stata distribuita agli Stati Membri ed è<br />
trapelata alla stampa questa settimana, è cause di una seria<br />
preoccupazione sulla futura interoperabilità in Europa.</p>
<p>Diversamente dalla prima versione dell&#8217;EIF, la bozza attuale non fornisce<br />
leadership per il settore pubblico Europeo. Invece di far progredire<br />
l&#8217;Europa, la posizione passiva del testo in merito al concetto di<br />
apertura fa regredire l&#8217;alto livello marcato dalla prima versione<br />
dell&#8217;EIF.</p>
<p>I principali dubbi di FSFE sull&#8217;attuale bozza sono la mancanza di<br />
trasparenza nel processo di stesura, e il fallimento nell&#8217;includere<br />
gli Standard Aperti quali elemento cruciale di interoperabilità.</p>
<p>Oggi è l&#8217;ultimo giorno per gli Stati Membri per commentare sulla bozza.<br />
Per le ragioni descritte qui sotto, FSFE vi esorta a manifestare la<br />
vostra opposizione a questo documento seriamente inadeguato. Vi<br />
chiediamo inoltre di contattare altri Stati Membri esortandoli a<br />
ritardare l&#8217;adozione dell&#8217;attuale testo fino a quando un nuovo Commissario<br />
abbia avuto la possibilità di riconsiderare la discussione.</p>
<p>Mancanza di trasparenza</p>
<p>FSFE denuncia un&#8217;evidente mancanza di trasparenza e di apertura nel<br />
processo che ha portato all&#8217;attuale bozze della versione 2 dell&#8217;EIF.<br />
La Commissione Europea ha prodotto un documento per la consultazione [1]<br />
e ha tenuto una consultazione pubblica [2] da Giugno a Settembre 2008,<br />
che ha collezionato non meno di 53 commenti [3] da parte di compagnie,<br />
industria e cittadini.</p>
<p>Nonostante questo i commenti inviati non si riflettono né sono stati<br />
affrontati nel documento. I commenti con riferimento agli standard aperti,<br />
Software Libero (conosciuto anche come &#8220;open source&#8221;) ed il concetto di<br />
apertura sono stati silenziosamente abbandonati. La definizione di<br />
standard aperti che era presente nel documento per la consultazione<br />
è stata in gran parte rimossa.</p>
<p>Queste modifiche nel documento per la consultazione possono essere<br />
spiegati da pressioni che sono state esercitate sulla Commissione Europea<br />
al di fuori del processo democratico e trasparente al quale le<br />
istituzioni Europee sono legate. Gli Stati Membri non dovrebbero premiare<br />
o giustificare queste pratiche con il loro avvallamento.</p>
<p>Minaccia all&#8217;interoperabilità</p>
<p>Nella sua attuale forma, il testo è una minaccia all&#8217;interoperabilità<br />
dei servizi eGovernment Europei, ed una ricetta per mantenere ed<br />
incoraggiare pratiche di lock-in.</p>
<p>La bozza abolisce la chiara definizione di Standard Aperti usata nella<br />
prima versione dell&#8217;EIF, e lo rimpiazza con il concetto di un &#8220;openness<br />
continuum&#8221; (<a href="http://n.d.tr/" target="_blank">n.d.tr</a>. &#8220;continuità di apertura&#8221;) che include standard<br />
proprietari e software. Il concetto di questo &#8220;openness continuum&#8221;<br />
abusa il significato del termine &#8220;openness&#8221; (<a href="http://n.d.tr/" target="_blank">n.d.tr</a>. &#8220;apertura&#8221;) a<br />
beneficio di posizioni proprietarie. Similmente, il Software Libero<br />
quale miglior strumento per la diffusione di interoperabilità è stato<br />
completamente rimosso dal testo.</p>
<p>Sembrerebbe che i redattori del documento stiano cercando di adattare<br />
la strategia della Commissione Europea di avvicinarsi agli Standard<br />
Aperti verso la loro riprovevole abitudine di ottenere software<br />
proprietario su larga scala [4]. Questo è direttamente in contraddizione<br />
alle posizioni come quella della Commissaria Neelie Kroes:</p>
<p>&#8220;La Commissione Europea non dovrebbe affidarsi ad un singolo fornitore<br />
di software e non deve accettare standard chiusi&#8221;. [5]</p>
<p>&#8220;Homogeneity&#8221; (<a href="http://n.d.tr/" target="_blank">n.d.tr</a>. &#8220;Omogeneità&#8221;) dei sistemi proprietari ICT non è<br />
in alcun modo un sostituto agli standard aperti. L&#8217;approvvigionamento,<br />
che fornisce il legame tra la strategia e l&#8217;effettiva adozione di sistemi<br />
ICT interoperabili, è ignorata nella bozza.</p>
<p>I punti principali che seriamente mancano nella versione attuale della<br />
bozza sono:</p>
<p>- la chiara definizione di Standard Aperti dell&#8217;EIF versione 1, oppure<br />
una definizione ancora più solida come quella fornita da FSFE [6].</p>
<p>- una chiara distinzione tra software che sia basata su standard aperti<br />
e specifiche , così come tra Software Libero e software proprietario.</p>
<p>Conclusioni</p>
<p>Il testo attuale non è un successore accettabile alla versione 1<br />
dell&#8217;EIF. Anziché far avanzare l&#8217;Europa verso un futuro interoperabile<br />
promuoverà il lock-in da parte dei fornitori, bloccherà l&#8217;interoperabilità<br />
dei servizi eGovernment, e danneggerà l&#8217;economia del software in Europa.<br />
Se adottato, diventerà un testamento al potere esercitato fuori dai<br />
processi trasparenti e democratici, e fomenterà Euro-scetticismo.</p>
<p>FSFE si rivolge a Voi per spronare la Commissione Europea a ritirare<br />
l&#8217;attuale bozza ed evitare di sostituire il solido ed ampiamente<br />
accettato EIF versione 1 con un debole testo stilato con un processo<br />
poco trasparente. In pericolo ci sono sia l&#8217;interoperabilità nel settore<br />
pubblico e la credibilità delle istituzioni Europee.</p>
<p>Cordiali saluti,</p>
<p>Karsten Gerloff<br />
Presidente, Free Software Foundation Europe</p>
<p>[1] <a href="http://ec.europa.eu/idabc/servlets/Doc?id=31597" target="_blank">http://ec.europa.eu/idabc/servlets/Doc?id=31597</a></p>
<p>[2] <a href="http://ec.europa.eu/idabc/en/document/7733" target="_blank">http://ec.europa.eu/idabc/en/document/7733</a></p>
<p>[3] <a href="http://ec.europa.eu/idabc/en/document/7732" target="_blank">http://ec.europa.eu/idabc/en/document/7732</a></p>
<p>[4] Come evidenziato dal &#8220;Interinstitutional Licensing Agreement&#8221;<br />
che l&#8217;EC ha concluso con Microsoft nel Maggio 2007.</p>
<p>[5] Discorso tenuto all&#8217;OpenForumEurope Breakfast Seminar, Brussels,<br />
10 Giugno 2008</p>
<p>[6] <a href="http://fsfe.org/projects/os/def.en.html" target="_blank">http://fsfe.org/projects/os/def.en.html</a></p></blockquote>
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